Il progetto di sostenibilità di Ceramica Mediterranea a Rai3

Il termine “sostenibilità” è sulla bocca di tutti. Non si tratta solo di un tema di attualità, ma di una componente essenziale della qualità di qualsiasi impresa che guardi al presente e al futuro. Tuttavia per essere davvero verdi ed ecosostenibili, non è sufficiente dichiarare di possedere qualche pannello fotovoltaico e fare la raccolta differenziata. La sostenibilità infatti non deve essere concepita come uno strumento commerciale, ma come una dimensione naturale e in evoluzione. E va progettata, per offrire soluzioni ai danni ecologici degli ultimi decenni. Bisogna fare in modo che gli scarti diventino risorse e la materia prodotto. Occorre saper connettere ambiente, tecnologia, natura e cultura e possedere una visione globale di questo concetto. 

 

Per tutte queste ragioni, Ceramica Mediterranea ha deciso di imboccare una strada precisa con interventi mirati e concreti. Il suo sforzo nel nome della sostenibilità e del prodotto a chilometro zero è stato apprezzato da più parti. Tra le testimonianze più recenti di questo gradimento, l’inclusione nel servizio dedicato alla Sardegna Carbon-free andato in onda domenica 20 settembre su Rai3, a “Presa Diretta”.

All’interno  del dinamico impianto aziendale di Guspini  in Sardegna, Claudia Virvescu – Mazohl, Business Manager,  ha spiegato alla giornalista tv come in azienda si usino solo materie prime locali per realizzare i prodotti, riciclando ogni scarto, incluse le acque di lavorazione, come venga ridotto al minimo l’impiego di acqua con il sistema di macinato a secco – unico in Italia – utilizzando energia fotovoltaica per l’autoconsumo, sfruttando inoltre l’aria calda proveniente dai forni come energia termica. In questo modo l’azienda risparmia importanti quantità di emissioni di CO2 all’ambiente: l’impianto di recupero calore ne risparmia 3500 tonnellate, mentre il mulino di macinato a secco consente un risparmio di 800 tonnellate l’anno, il sistema d’illuminazione a LED 130 tonnellate all’anno e quello fotovoltaico, 600. Notevole anche la riduzione di CO2 in termini di trasporti, dato che si usano solo materie prime locali.

 

“Desideriamo credere che il nostro progetto è parte di un piano di sostenibilità che abbraccerà l’intera Sardegna. Da parte nostra continueremo a portare avanti il nostro avanzamento tecnologico in chiave green e l’impegno per assicurare migliori condizioni di vita anche agli abitanti del territorio” ha dichiarato Claudia Virvescu  Mazohl. 

 

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